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lunedì 12 agosto 2013

ELETTROENCEFALOGRAMMA

ELETTROENCEFALOGRAMMA


Registrazione dei potenziali elettrici cerebrali effettuata, a scopo diagnostico, mediante elettrodi di superficie posti a contatto del cuoio capelluto. L’attività elettrica del cervello, prodotta dalla somma d’attività delle singole cellule cerebrali (neuroni) tramite un processo di natura fisico-chimica che comporta il passaggio di ioni sodio epotassio attraverso le membrane cellulari, rilevabile sulla superficie del cranio, presenta valori che si aggirano nell’ordine dei microVolt: quindi per essere registrata e analizzata deve essere amplificata un milione di volte. Il segnale elettrico raccolto dagli elettrodi viene inviato tramite un cavo schermato ad una testina di amplificazione (attualmente ne esistono in grado di trasformare immediatamente il segnale analogico in digitale) e poi inviato all’elettroencefalografo vero e proprio, il quale trascrive, per mezzo di penne scriventi, su carta che scorre a una velocità costante. Il tracciato così ottenuto è l’e. vero e proprio, che è costituito da una successione di onde sinusoidali rappresentanti istante per istante la differenza di potenziale (in altre parole la variazione dell’attività elettrica) generata dai neuroni sotto agli elettrodi registranti. Il tracciato EEG, in particolare, è dato da onde che si caratterizzano per frequenza ampiezza morfologia  peronda si intende una qualunque transitoria differenza di potenzialeregistrabile. La frequenza è il numero di onde che si succedono nel tempo di un secondo, che viene misurata in Hertz (Hz). Le frequenzesono suddivise in bande e precisamente: frequenza beta (oltre 13 Hz), frequenza alfa (tra 8 e 13 Hz), frequenza theta (tra 4 e 8 Hz) e frequenza delta (tra 0,5 e 4 Hz). L’ampiezza dell’attività elettrica cerebrale varia tra 10 e 500 µV  le registrazioni si effettuano, solitamente, con un’ampiezza di 5 mm = 50 µV.nel senso che ad una ampiezza di 50 µV corrisponde uno spostamento di 5 mm della penna scrivente. Ciascun elemento è caratterizzato da una morfologia propria che distingue ad esempio onde aguzze o onde puntute da punte e da onde trifasiche (costituite da 3 componenti).Per attività si intende ogni onda EEG o una qualsiasi sequenza di onde. L’attività di fondo rappresenta la base su cui appare un quadro normale o patologico dalla quale questo si differenzia. Le attività, definibili in base alla frequenza, si distinguono in beta, alfa, theta delta. Le attività prendono il nome di ritmo quando sviluppano periodicità ed ampiezza stabili e forma costante. Sempre sulla base della frequenza, i ritmi sono definibili in beta, alfa, theta, deltamu (7-11 Hz, a distribuzione centrale,) e sigma (14 Hz, di solito diffuso, che compare in alcuni stadi del sonno).Con il termine complesso si indica un gruppo di due o più onde, chiaramente distinguibili dall’attività di fondo. Esempi di complessi sono punta-ondapolipunta-onda complessi K.parossismi sono rappresentati da una serie di onde che appaiono e spariscono improvvisamente, nettamente distinte dall’attività di fondo.La reattività consiste nella modificazione del tracciato in risposta ad stimoli (apertura degli occhi, stimolazione luminosa, rumori, stimoli tattili, ecc.).Il tracciato EEG normale è condizionato da numerosi fattori, quali l’età, l’attenzione, l’eventuale assunzione di farmaci attivi sul SNC. Nell’EEG del soggetto normale adulto, a riposo psicosensoriale, non è presente attività di tipo delta e theta (che compare invece nel sonno in quantità direttamente proporzionale alla profondità dello stesso), mentre sono presenti ritmi alfa e beta. L’e. normale nell’adulto presenta in condizioni di veglia un ritmo stabile e regolare (ritmo alfa) con determinate caratteristiche di ampiezza (cioè di voltaggio), di durata, di frequenza e di forma. Questo ritmo alfa scompare nel sonno e, oltre ad essere alterato in alcune condizioni patologiche, subisce delle modificazioni dopo una respirazione più frequente e più profonda (iperpnea). L’iperpnea insieme alla stimolazione luminosa intermittente il sonno e la privazione di sonno è utilizzata come prova di attivazioneatta a facilitare l’insorgenza di alterazioni EEG assenti nel tracciato a riposo. Un EEG può essere alterato per la presenza di una depressione dell’attività elettrica cerebrale, per la comparsa di un’eccessiva quantità di attività lente focali o diffuse e di attività di tipo epilettico. Se si eccettua quest’ultimo caso, le alterazioni EEG sono quasi sempre aspecifiche e devono pertanto essere correlate ai dati clinici.Dato che non tutti i potenziali derivati a livello della superficie della corteccia cerebrale sono registrabili dalla teca cranica per l’attenuazione del voltaggio da parte delle meningi, del liquor e della struttura ossea.

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